La Corsica è una meravigliosa isola con una natura affascinante, anche se negli ultimi anni il turismo è aumentato ed è davvero difficile trovare un posto isolato durante i mesi estivi.
Ma in primavera, quando il cattivo tempo ed il vento Maestrale agiscono da deterrenti per la maggior parte dei turisti, è il momento per andare a visitare questa perla del Mediterraneo.
Essendoci stato molte volte, ho potuto apprezzare molti degli aspetti meno conosciuti della flora, della fauna e del paesaggio corsi.
Dal Nord al Sud questa isola è un “contrasto” (sia geograficamente sia socialmente parlando) e il suo territorio si potrebbe riassumere come una manciata di montagne che finiscono nella macchia mediterranea. Il monte più alto è il Monte Cinto (2706 m/s.l.m) e per la sua conformazione geologica l’isola è relativamente più umida della vicina Sardegna. Per questo è spesso chiamata l’ “isola verde”.
Potremmo dividere i diversi paesaggi vegetazionali dalla costa alla cima delle montagne in questo modo: qualche associazione termomediterranea,
mesomediterranea, sopramediterranea, montana, sub-alpina (o oromediterranea) e alpina. Lungo la costa, in ambienti sabbiosi, la vegetazione alofila è predominante. in questo habitat è possibile vedere la lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta) correre in cerca di prede come le mosche Asilidi (Asilus sp.) e le Sphingonotus uvarovi, cavallette adattate alla sabbia e molto mimetiche.
Un altro animale moltointeressato alle cavallette è il Thanatus vulgaris, un ragno appartenente alla famiglia Philodromidae. Ho avuto la fortuna di osservare una impressionante predazione di questo piccolo e veloce predatore proprio nella bella spiaggia della Rondinara.
Camminando lungo la costa della Corsica e vicino alle isole come la meravigliosa Lavezzi, la vegetazioine alofila è rappresentata da alcune specie molto interessanti, come Matthiola tricuspidata, Euphorbia peplis, Euphorbia paralias e la bellissima e spinosa calcatreppola Eryngium maritimum.
Ogni angolo dell’isola mostra qualche specie endemica, come il Limonium bonifacienseche vive sulle rocce esposte alle intemperie attorno a Bonifacio.
L’erpetofauna stessa è molto interessante e molti animali hanno un certo grado di endemicità o almeno qualche peculiarità. Il biacco (Hierophis viridiflavus) sull’isola di Lavezzi e Bonifacio ad esempio, mostra una colorazione completamente nera con piccoli puntini biancastri, al contrario della solita colorazione verde-acido tipica di quelli delle popolazioni continentali.
Un altro animale impressionante è l’Archaeolacerta bedriagae, una grande e appiattita lucertola che abita le formazioni granitiche alle altitudini elevate. La stessa specie, con un’altra sottospecie, è presente anche in Sardegna in ambienti simili.
Ci sono anche specie totalmente endemiche, come il discoglosso corso (Discoglossus montalentii), che è abbastanza comune sull’isola e qualche volta si divide la dimora con il discoglosso sardo (D. sardus) e con un’altra specie endemica corsa, l’euprotto corso (Euproctus montanus). Quest’ultimo è una strana salamandra adattata a vivere in torrenti di montagna freschi e puliti.
Molte altre specie vivono più in basso in biotopi tipicamente mediterranei, come la già citata P. tiliguerta o lo strano algiroide nano (Algyroides fitzingeri) o anche il rospo smeraldino (Pseudepidalea balearica) amante della sabbia e molto comune. Quest’ultima specie preferisce le dune di sabbia e può addirittura riprodursi in acque leggermente salmastre.
Durante la primavera e l’estate, è quasi impossibile non sentire i forti richiami dei piccoli ma potenti maschi di raganella sarda (Hyla sarda), che congrega attorno alle pozze per attrarre le femmine. E’ sempre sorprendente sentire una così piccola creatura con una così potente voce, come un bambino che grida con un megafono incorporato in gola!
Ovunque sull’isola verde è un’ode alla natura mediterranea ed alla biodiversità alpina, passando dal mare alla montagna in meno di un batter d’occhio, trovandosi in un minestrone ben riuscito di vita che potrebbe andare perso se tutti noi non riusciremo a tenere questo tesoro lontano dalla colonizzazione del cemento e dalla distruzione del turismo di massa.