Salvando rane in Amazzonia

hylfas02.jpgGli Anfibi stanno scomparendo in tutto il mondo. Sono sotto pressione per colpa della perdita dell’habitat, dei cambiamenti climatici e di parassiti come il letale fungo chitridio. Gli scienziati stanno cercando di fermare questa “nuova estinzione di massa”.

Di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli

Gli Anfibi arrivarono sulla terraferma per la prima volta circa 400 Milioni di anni fa e trovarono un habitat ricco e favorevole per vivere, così che presto raggiunsero grandi dimensioni corporee e la cima delle catene alimentari, rimanendoci per circa 100 Milioni di anni. Alla fine del Permiano, nuovi invasori della terraferma – i “prototipi” dei coccodrilli attuali – iniziarono a comperere con gli Anfibi sia per il cibo sia per un posto dove vivere.
Questo fenomeno portò alla miniaturizzazione degli Anfibi ed alla loro radiazione verso le regioni meno calde, dove i coccodrilli non avrebbero potuto sopravvivere, incapaci di ibernare.
Da quella prima radiazione questi animali cambiarono le loro vite migliaia di volte, potenziando la loro pelle con veleni e sostanze antibiotiche ed adattandosi praticamente a qualsiasi ogni habitat eccetto i Poli.
Ora stiamo assistendo a quello che è probabilmente il loro periodo peggiore.
Centinaia di specie sono vicine all’estinzione o sono già scomparse, per lo più a causa della scomparsa dei loro habitat e nuove malattie molto aggressive.
La specie umana è probabilmente la causa maggiore della loro diminuzione: cambiamenti climatici, perdita di habitat e l’espansione del fungo chitridio stanno devastando moltissime popolazioni. Il chitridio, che causa danni irreparabili alla pelle e soffocamento dell’animale infetto, è un mistero tutto da spiegare: è ovunque nel mondo, ma possiede le stesse caratteristiche genetiche ovunque!
Questo significa che ha probabilmente avuto una propagazione recente e molto veloce, quindi il possibile vettore principale potrebbe proprio essere l’uomo.
Il 70% delle specie di rospi Atelopus è già estinta o sull’orlo dell’estinzione e molte specie come le rane Telmatobius ed altre del Centro e Sud America sono nello stesso pericolo.
La Raganella Foglia Lemure, Hylomantis lemur, sta scomparendo dalla maggior parte dei siti e tutte le popolazioni di altitudine sono già estinte.
L’Amazzonia peruviana è uno degli hotspot di biodiversità, sia per le foreste nebbiose d’altitudine sia per la  lussureggiante foresta tropicale in pianura.
Qui, nel Parco Nazionale del Manu e nell’area del Madre de Dios, abbiamo avuto l’opportunità di documentare gli sforzi di differenti ricercatori, come Alessandro Catenazzi ed il suo gruppo, che cercano di salvare le popolazioni di Anfibi. Comparano i dati del passato con quelli presenti preso sul campo e cercano di capire qual è l’impatto del chitridio. Quasi in barba alle ultime cattive notizie, sempre nuove specie vengono scoperte ogni anno e la popolazione degli Anfibi rimane in buona salute in alcune parti della regione, con il parassita limitato ad alcune regione montuose.

Un sentito grazie ad Alessandro Catenazzi ed il suo team, Rudolf Von May, la Professoressa Maureen A. Donnelly, Nigel e Renata Pitman e tutta la squadra della stazione biologica  CICRA Los Amigos nel bacino amazzonico peruviano.