Il giorno delle rane

Rana temporaria 1Ogni anno all’inizio delle primavera migliaia di rane rosse si accoppiano in un singolo stagno. Uno sguardo da vicino ad uno dei più spettacolari eventi riproduttivi tra i Vertebrati.

di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli

C’è un piccolo stagno, perso negli Appennini dell’Italia del Nord, a circa 1500 metri sul livello del mare. Uno stagno dove migliaia di rane rosse (Rana temporaria) arrivano ogni anno nei primi giorni della Primavera. Simili eventi accadono in altre zone umide di molte montagne, ma qui, grazie alla totale mancanza di disturbo, questo fenomeno assume proporzioni immense.
La neve in scioglimento spinge l’assalto delle rane dal vicino bosco di faggi (Fagus sylvatica) dove hanno svernato. Nell’acqua ancora piena di neve e ghiaccio, si accoppiano selvaggiamente in grande numero. Una singola femmina può essere abbracciata da più maschi contemporaneamente e questo può talvolta portarla a morte per soffocamento.
L’acqua è ricolma di uova, così tante che le rane possono salirci sopra senza toccarla. In pochi giorni questa orgia gigante finisce com’è iniziata, con la maggior parte delle rane che si disperdono sulle rive dello stagno e lungo i piccoli rii nel bosco. Ora milioni di girini vivono nello stagno. Avranno una vita difficile a causa dei tanti predatori che cercheranno di cibarsene, ma il loro gran numero permetterà ad alcuni di sopravvivere, abbassando la probabilità individuale di essere predati. Durante l’estate lo stagno ospiterà la nuova generazione, centinaia di piccole ranocchie emergeranno dall’acqua in cerca di cibo, un buon posto dove vivere e – ancora una volta – un compagno con cui riprodursi.

Un ringraziamento speciale va a Claudio Pia per i suoi preziosi consigli e a Sara Costa per averci aiutati durante le riprese di questo servizio.