Terrore verde: la stregona dentellata o cavalletta predatrice <i>Saga pedo</i>

Saga pedoE’ estate in Europa, i campi stanno esplodendo i più bei colori di sempre e gli Insetti sono al culmine dell’abbondanza. Dappertutto grilli e cavallette difendono i loro territori e mangiano tonnellate di foglie… eccetto uno. Mimetizzato tra le foglie lunghe dell’erba, c’è qualcosa dalla forma molto simile a quella di una cavalletta, ma molto più letale: la cavalletta predatrice (o stregona dentellata), Saga pedo.
Equipaggiata con spine acuminate lungo tutte le zampe e dotata di potenti mandibole, questo grillo gigante è un vero pericolo per qualsiasi altra cavalletta che passasse nelle vicinanze. Essa aspetta, senza muoversi e tiene le zampe anteriori spalancate come in una falsa richiesta di abbraccio amichevole. Non passerà molto tempo prima che una ignara cavalletta, come un Dociostaurus maroccanus, passi lì vicino, ignara di quella strana erba spinosa appollaiata sopra la sua testa..
La caccia è fulminea, le zampe spinose scattano e presto la cavalletta viene abbracciata dalla morte. Saga pedo infine inizia a mangiare la preda grazie alle sue mandibole forti ed affilate come un rasoio.

Anche l’ecologia riproduttiva di questa specie è unica. E’ stata appena scoperta l’esistenza del maschio da scienziati svizzeri, nel 2008. Le popolazioni sono però di solito costituite da sole femmine che si riproducono per partenogenesi. In parole povere, esse producono uova che daranno vita a cloni della propria madre. Ma non è tutto! Siccome questa specie è strettamente legata all’abbondanza di cavallette-preda e all’umidità, le uova non riescono a schiudere tutti gli anni. Esse devono aspettare tempi migliori, un anno caratterizzato ad esempio da una particolare esplosione di cavallette. La femmina allora deposita le sue uova sottoterra, usando il suo ovopositore a foggia di spada come una sonda. In questo modo le uova resisteranno al freddo ed alla siccità, fino ad una primavera particolarmente piovosa. Le uova possono resistere sottoterra fino a quattro anni prima di schiudere dando vita a piccole repliche degli adulti.
Ma la vita di questo Artropode rimane stagionale e la femmina adulta morirà presto subito dopo aver depositato qualche dozzina di uova. Ancora una volta la natura, magari proprio la natura “vicina”, può essere interessante e unica. Le foto di questo articolo ad esempio, sono state scattate in un piccolo prato subito al di sopra degli ultimi palazzi di una città di medie dimensioni, molto vicino agli insediamenti umani.

Vorrei ringraziare Francesco Tomasinelli e Fabio Pupin per l’aiuto nella ripresa di questa foto.