Esistono animali italiani, ai più sconosciuti, che riescono a generare stupore ogni qual volta ne parli con qualcuno: i geotritoni.
Il genere Speleomantes comprende un totale di sette specie e qualche dubbia sottospecie. delle sette specie ben sei sono endemiche italiane, cioè l’unico posto al mondo in cui vivono è l’Italia.
Tre specie sono presenti su suolo continentale, mentre quattro sono presenti solo in Sardegna.
- S. a. ambrosii (Lanza, 1955) e S. ambrosii ssp. n., endemico della Liguria orientale e della Toscana Nord-Occidentale.
- S. italicus (Dunn,1923), endemico degli Appennini orientali e centrali, è la specie con maggiore areale di distribuzione.
- S. strinatii (Aellen,1958), distribuito in Italia Nord-occidentale e in Francia Sud-orientale.
- S. flavus (Stefani, 1969), Sardegna Nord-orientale
- S. genei (Temminck & Schlegel,1838), Sardegna Sud-occidentale
- S. i. imperialis (Stefani, 1969) e S. i. sarrabusensis (Lanza et al., 2001), Sardegna centrale e centro-orientale e sud-orientale.
- S. supramontis (Lanza, Nascetti &Bullini, 1986), Sardegna Centro-orientale
I geotritoni sono Anfibi senza polmoni e delegano tutte le funzioni respiratorie alle pareti interne della bocca e soprattutto alla cute, che viene costantemente mantenuta umida per assicurare gli scambi gassosi con l’esterno. Sono quindi animali legati ad ambienti freschi e ricchi di ossigeno, in cui l’umidità relativa rimane alta per tutto l’anno. L’habitat d’elezione sono quindi le piccole grotte naturali e non, grandi crepe nel terreno, ambienti di sottobosco molto umidi e vicini a corsi d’acqua ecc…
Data la loro indole schiva e lucifuga è comunque molto più facile trovarli attivi in grotta, anche pochi mentri dopo l’entrata, dove con grandissima abilità riescono a catturare una moltitudine di prede come Insetti, Ragni e Isopodi. Per fare ciò hanno un’abilità balistica innata. La lunga lingua appiccicosa può essere proiettata in avanti per una lunghezza pari all’80% della lunghezza del corpo, ma la cosa più straordinaria è che assieme alla lingua è estratto dalla bocca anche parte dell’apparato viscerale, unico caso tra tutti i Vertebrati!
Come se tutto questo non bastasse a rendere questi animali unici e meravigliosi, è interessante anche il ciclo riproduttivo, che a differenza di molti altri Anfibi Urodeli non vede protagoniste delle larve acquatiche. Dopo l’accoppiamento infatti, la deposizione avviene direttamente sulle rocce umide, in crepe protette dalla vista di possibili predatori e rivali. Le uova, poche e grandi, vengono deposte in gruppo compatto, legate tra loro da piccoli filamenti. La madre però non le abbandona al loro destino. Le accudirà per tutto il resto dello sviluppo, restando per lo più avvinghiata ad esse. In questo modo contribuirà a mantenerle al riparo da batteri e funghi e le proteggerà dai predatori.
Dopo un periodo di diversi mesi nasceranno i giovani geotritoni, già perfette copie degli adulti, già abili cacciatori di Artropodi terrestri.